Vince viaggio nello Spazio, ma ci rinuncia: troppe tasse da pagare

Brian Emmet sognava di andare nello spazio e, se non fosse stato per il sistema fiscale degli Stati Uniti, avrebbe realizzato il suo desiderio. Emmet, che aveva vinto il viaggio galattico con un concorso, ha dovuto rinunciare quando il governo gli ha chiesto di pagare 25.000 dollari di tasse sul premio.Il trentunenne californiano nel 2005 aveva partecipato a un concorso ideato dal colosso tecnologico statunitense Oracle Corporation e, rispondendo correttamente a una serie di domande, aveva vinto l'ambito premio: partecipare a una missione spaziale.
Diventato una sorta di celebrità, aveva cominciato a prepararsi per l'agognato viaggio, partecipando a corsi speciali e alle attività del Kennedy Space Center di Cape Canaveral. A riportarlo alla realtà è stato il ministero delle Entrate che gli ha chiesto di dichiarare i 138.000 dollari corrispondenti al valore del premio e di pagare i relativi 25.000 di tasse. Non potendo affrontare la spesa, il ragazzo di San Francisco Bay ha dovuto rinunciare al viaggio. "E' stato un incubo. Quello che desideravo fin da piccolo è svanito davanti ai miei occhi", ha detto Emmet. Non gli resta che sperare che il cosiddetto turismo stellare, per ora solo un capriccio per pochi, ricchissimi, fortunati, si sviluppi maggiormente, prospettiva che, al momento, appare piuttosto remota
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